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Bisogna temere una nuova bolla immobiliare in Francia nel 2024?

Il mercato immobiliare francese ha attraversato una sequenza insolita tra il 2022 e il 2024: rapida risalita dei tassi di interesse, contrazione del volume di…

Agente immobilière devant un immeuble haussmannien à Paris, tenant une fiche de propriété, illustrant les tensions du marché immobilier français en 2024

Il mercato immobiliare francese ha attraversato una sequenza insolita tra il 2022 e il 2024: aumento rapido dei tassi di interesse, contrazione del volume dei prestiti concessi, calo dei prezzi nel mercato dell’usato. Questa congiuntura ha riacceso la questione di una bolla immobiliare in Francia, mentre i segnali inviati dal mercato puntano in direzioni contraddittorie.

Contrazione del credito immobiliare: un freno strutturale ai meccanismi di bolla

Una bolla immobiliare classica si basa su un accesso massiccio e poco controllato al credito, che spinge i prezzi oltre ciò che i redditi delle famiglie possono assorbire. Lo scenario francese del 2024 presenta il profilo opposto.

Il finanziamento immobiliare si è fortemente contratto nel 2024, secondo i dati della Banca di Francia. La produzione di prestiti per l’abitazione è diminuita rispetto ai livelli osservati tra il 2019 e il 2022, periodo in cui i tassi storicamente bassi avevano stimolato la domanda. Meno credito distribuito significa meccanicamente meno pressione al rialzo sui prezzi.

Il quadro normativo ha anch’esso svolto un ruolo di filtro. Il Alto Consiglio di stabilità finanziaria ha mantenuto le sue salvaguardie sul tasso di sforzo massimo e sulla durata dei prestiti. La sua decisione del 18 dicembre 2023, entrata in vigore il 1° gennaio 2024, ha adeguato alcuni parametri senza allentare le maglie: il limite dei lavori che danno diritto a un differimento è stato abbassato al 10% del costo totale dell’operazione.

I prestiti ponte sono stati inoltre parzialmente esclusi dal calcolo del tasso di sforzo a condizioni rigorose di quota. Alcuni analisti seguono queste evoluzioni su bulle-immobiliere.fr, dove le discussioni sui meccanismi di prezzo alimentano un monitoraggio regolare del mercato.

Questo blocco prudenziale limita la capacità delle famiglie di indebitarsi oltre le loro possibilità. È proprio questo tipo di salvaguardia che mancava negli Stati Uniti prima del 2008 o in Spagna prima del 2010.

Coppia francese ansiosa che esamina documenti immobiliari e grafici dei prezzi su un laptop nel loro appartamento, simboleggiando le preoccupazioni legate alla bolla immobiliare

Prezzi dell’immobiliare usato in Francia: calo confermato nel 2024

I dati dell’Insee mostrano che i prezzi dell’usato sono diminuiti nella maggior parte del 2024. Le variazioni annuali sono rimaste negative nei primi, secondi e terzi trimestri, con una diminuzione ancora presente nel quarto trimestre. L’Île-de-France ha registrato un calo particolarmente marcato.

Questo calo contrasta con la dinamica degli anni 2015-2022, durante i quali i prezzi erano aumentati in modo quasi continuo nelle grandi metropoli. Parigi, a lungo locomotiva del mercato, ha visto le sue tariffe correggersi significativamente.

Un punto merita attenzione: questa diminuzione dei prezzi non è accompagnata da un crollo dei volumi di transazioni paragonabile a quello che si osserva durante lo scoppio di una bolla. Il mercato rallenta, i venditori aggiustano le loro pretese, ma non si osservano vendite forzate massicce né default di pagamento a catena. Lo scenario somiglia di più a un sgonfiamento che a un crollo.

Rapporto prezzo-redditi e curve di Friggit: a che punto è il disequilibrio?

Uno degli indicatori più affidabili per individuare un surriscaldamento rimane il rapporto tra i prezzi degli alloggi e i redditi delle famiglie. I lavori storici condotti dal CGEDD, spesso indicati con il nome di curve di Friggit, hanno mostrato che questo rapporto aveva lasciato il suo tunnel storico all’inizio degli anni 2000.

Dopo due decenni di disconnessione, la correzione avviata nel 2023-2024 ha iniziato a riportare questo rapporto verso livelli meno tesi, senza però reinserirlo nel tunnel di riferimento. Diversi fattori complicano la lettura:

  • I tassi di interesse, anche dopo il loro aumento, rimangono inferiori ai livelli degli anni ’90 e 2000, il che sostiene parzialmente la capacità di acquisto nonostante i prezzi elevati.
  • Offerta di alloggi nuovi si è contratta negli ultimi anni, con un netto calo delle nuove costruzioni. Questa scarsità dell’offerta limita il potenziale di diminuzione in alcune aree tese.
  • Le esigenze legate alla diagnosi di prestazione energetica creano un mercato a due velocità: gli immobili energeticamente inefficienti perdono valore, mentre gli immobili ristrutturati mantengono meglio il loro valore.

I dati disponibili non consentono di concludere che il mercato sia tornato in equilibrio. Indicano un aggiustamento in corso, la cui entità finale dipenderà in larga misura dalla traiettoria dei tassi direttivi e dal ritmo di produzione di nuovi alloggi.

Vetrina di un'agenzia immobiliare in Francia che espone annunci con ribassi di prezzo, illustrando la correzione del mercato immobiliare e i rischi di bolla nel 2024

Rischio di bolla immobiliare nel 2024: una diagnosi sfumata

Parlare di bolla implica che i prezzi siano alimentati da speculazione e credito facile. Nel 2024, nessuno di questi due motori è realmente attivo in Francia. Il credito si contrae, gli investitori locativi arretrano di fronte all’aumento dei tassi e al inasprimento delle norme energetiche, e i primi acquirenti faticano a completare i loro dossier.

Il rischio reale si trova altrove. Esso è legato alla frammentazione geografica del mercato. Alcune metropoli come Lione, Bordeaux o Nantes hanno visto i loro prezzi diminuire nettamente, mentre città medie ben collegate resistono meglio. Il mercato immobiliare francese non forma un blocco omogeneo, e applicare una diagnosi unica all’intero territorio porta a conclusioni fuorvianti.

Un altro fattore di incertezza riguarda il stock di beni energivori. Gli alloggi classificati F o G secondo la diagnosi di prestazione energetica affrontano restrizioni progressive per la messa in locazione. Questa pressione normativa potrebbe provocare vendite concentrate nel tempo, con un effetto ribassista localizzato su alcuni segmenti del mercato.

Il quadro complessivo per il 2024 è quello di un mercato in correzione, non di una bolla sul punto di scoppiare. La vigilanza rimane necessaria sul credito e sui disequilibri locali, ma i meccanismi prudenziali in atto rendono poco probabile uno scenario di crollo generalizzato nel contesto attuale.

Bisogna temere una nuova bolla immobiliare in Francia nel 2024?