
Sul campo, il calcolo delle unità di passaggio raramente si presenta come un esercizio teorico. Si scopre più spesso quando un controllore segnala una porta troppo stretta, o quando un dossier di conformità ritorna con delle osservazioni. La larghezza di un corridoio, la dimensione di un’uscita di emergenza, il numero di uscite disponibili: tutto si basa su questa nozione di UP, e un errore di dimensionamento blocca l’attività di un esercizio che riceve pubblico.
Verifica sul campo delle UP: cosa non funziona durante i controlli in ERP
Quando un organismo di controllo (SOCOTEC, Bureau Veritas, APAVE) visita un esercizio, la verifica delle uscite fa parte dei punti sistematici. Non si guarda solo se le porte esistono, si misura la loro larghezza utile reale, ante aperti.
Il tranello più comune riguarda le porte a due ante di cui solo una è mantenuta aperta durante l’operatività normale. La larghezza di passaggio considerata dal controllore è quella dell’anta principale sola, a meno che un dispositivo di sblocco automatico non liberi la seconda anta in caso di allerta. Senza questo dispositivo, solo l’anta attiva conta nel calcolo delle UP.
Si riscontrano anche regolarmente problemi sulle scale: un parapetto o una maniglia che invade la larghezza utile riduce il numero di UP disponibili. Alcuni centimetri sono sufficienti per scendere sotto la soglia regolamentare. Per comprendere bene come calcolare le UP in ERP, è necessario partire dalla misura reale tra pareti o tra maniglie, non dalla misura in pianta.

Larghezza reale di un’unità di passaggio: le soglie che cambiano tutto
La larghezza di base di una UP è fissata a 0,60 metri. Apparentemente, è semplice. In pratica, due soglie derogatorie modificano questo valore e generano la maggior parte degli errori di dimensionamento.
- Per una sola UP, la larghezza minima di passaggio richiesta è di 0,90 metri, non di 0,60. Questa soglia si applica ai piccoli esercizi con un numero limitato di persone.
- Per due UP, la larghezza minima passa a 1,40 metri in totale, e non 1,20 (2 x 0,60). Questo sovraccarico mira a garantire l’incrocio di due flussi di persone.
- Oltre due UP, si torna al calcolo lineare: ogni UP aggiuntiva aggiunge 0,60 metri. Tre UP richiedono quindi 1,40 + 0,60 = 2,00 metri.
Queste soglie specifiche per una e due UP sono la fonte di errore più comune nei dossier. Si vedono regolarmente piani quotati a 1,20 metri per due UP, il che è insufficiente.
Collegamento tra numero di persone e numero di UP richieste
Il numero di UP necessarie dipende direttamente dal numero massimo di persone ammesse nell’esercizio. La regola generale per gli ERP delle prime quattro categorie prevede un’uscita per la fascia iniziale di pubblico, poi uscite aggiuntive per fascia di persone.
Per gli ERP di 5a categoria (i più piccoli), gli obblighi sono alleggeriti ma non inesistenti. Recenti evoluzioni normative rafforzano infatti i requisiti di sicurezza antincendio per questa categoria, con un impatto diretto sui piani di evacuazione.
Articolare UP, uscite e categoria di ERP in un unico calcolo
I concorrenti trattano spesso il calcolo delle UP in modo isolato. Sul campo, la difficoltà deriva dall’articolazione tra tre parametri simultanei: il numero di uscite (quante uscite), il numero di UP per uscita (quale larghezza per ogni uscita) e la categoria dell’esercizio (quali regole si applicano).
Prendiamo un caso concreto. Un ristorante con un numero di pubblico che supera la soglia della 5a categoria deve avere almeno due uscite distinte. Ognuna di queste uscite deve offrire un numero di UP proporzionale al numero di persone che serve. Il calcolo si fa uscita per uscita, non su tutto l’edificio.
La distinzione tra uscita normale e uscita di emergenza conta anche. Un’uscita normale entra nel calcolo regolamentare di base. Un’uscita di emergenza, invece, può completare il dispositivo ma non sostituisce un’uscita normale mancante. Non si compensa una porta principale troppo stretta con un’uscita di emergenza aggiuntiva.

Il caso delle circolazioni orizzontali e delle scale
I corridoi e le circolazioni orizzontali devono anch’essi rispettare il dimensionamento in UP. Un corridoio che serve più sale deve essere dimensionato per il numero cumulato di tutte le sale che serve, non solo per la sala più grande.
Per le scale, la larghezza si misura tra le maniglie, e non tra i muri. Questa precisione cambia frequentemente il risultato. Una scala quotata a 1,40 tra i muri può scendere a 1,20 tra le maniglie, il che non è più sufficiente per due UP.
Messa in conformità delle UP dopo il controllo: procedura da seguire
Quando un rapporto di controllo evidenzia una non conformità sulle uscite, la correzione passa raramente attraverso grandi lavori. Nella maggior parte dei casi, si interviene su tre leve.
La prima è la revisione del numero di persone dichiarato. Se l’operatore può giustificare un numero reale inferiore a quello inizialmente dichiarato, il numero di UP richiesto diminuisce. Questo implica rivedere la dichiarazione presso la commissione di sicurezza con elementi fattuali (piani di allestimento, numero di posti a sedere fissi).
La seconda leva riguarda la sostituzione o la modifica dei blocchi porta. Allargare un passaggio di alcuni centimetri a volte è sufficiente per guadagnare una UP. La terza riguarda le maniglie e i parapetti, il cui riposizionamento può liberare la larghezza utile necessaria.
I feedback variano su questo punto a seconda delle commissioni di sicurezza locali, ma la logica rimane costante: si dimostra la conformità attraverso la misura fisica, non attraverso il piano dell’architetto. Il giorno del passaggio in commissione, è il metro a nastro che decide.